Visualizzazione post con etichetta politica. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta politica. Mostra tutti i post

sabato 12 aprile 2008

P2P: da Strasburgo il NO alla dottrina di Sarkozy

Riporto da L'Unità.it

Lo scambio di file in rete non può causare la chiusura dell´accesso a internet. Mentre in tutto il mondo si stanno diffondendo leggi restrittive contro la violazione del diritto d'autore tramite l´uso di programmi di file sharing, il Parlamento Europeo per la prima volta si è mosso non considerando esclusivamente gli interessi delle major della musica e del cinema. Impedire l´accesso a internet a chi insiste nel mettere in rete file musicali pirata è un provvedimento troppo drastico e sproporzionato alla colpa secondo il Parlamento Europeo.

Con una votazione che ha visto 314 membri favorevoli (e 297 contrari) è stato infatti votato un emendamento che riduce le misure perseguibili nei confronti di un utente che condivide o scarica file protetti da diritto d'autore. È uno stop alla politica del pugno di ferro, propugnata invece dal presidente francese Sarkozy e da numerosi esponenti del governo inglese capeggiato da Gordon Brown.

«Vogliano segnare un bilanciamento tra gli interessi dei possessori dei diritti d'autore e quelli dei consumatori - ha commentato portavoce del Parlamento Europeo, Malene Folke Cahucheprat -, e una misura che blocchi l'accesso a internet non può essere usata". L´organo comunitario invita di conseguenza la Commissione Europea e gli stati membri a «evitare di adottare misure in conflitto con le libertà civili, i diritti umani e i principi di proporzionalità». Il suo voto, comunque, non è vincolante e lascia libertà ai singoli stati membri di agire come ritengono più opportuno.

Il pronunciamento dell´istituzione europea costituisce una chiara presa di posizione nei confronti dei provvedimenti in via di sviluppo in Francia per punire la condivisione di file protetti da copyright. Con le nuove norme, un cittadino francese rischia l'interdizione dalla Rete dopo essere stato colto per la terza volta a scaricare materiale protetto. Tra pochi mesi, la Francia assumerà la presidenza dell´Unione Europea per sei mesi e, secondo numerosi osservatori, potrebbe premere per l´applicazione del suo regolamento nazionale sul file sharing a livello europeo. La recente decisione del Parlamento potrebbe, però, costituire un primo ostacolo verso l'approvazione di direttive maggiormente restrittive nei confronti dei cittadini europeo.

Continua...

giovedì 20 marzo 2008

Ma guarda te che coincidenza

Incredibile, certe persone sono proprio sfacciate...proprio oggi ho letto questo su Tgcom:

"Ashley Alexandra Dupré, la squillo dell'Emperors Vip Club che ha incastrato il governatore di New York Eliot Spitzer, torna protagonista sul Web. Online è infatti apparso un nuovo video che la ritrae mentre fa un sensuale strip tease a bordo di un bus durante il suo 18esimo compleanno. Le immagini, contenute nell'archivio del gestore di un sito erotico, risalgono al 2003 e sono state girate a Miami."

Non so perchè ma ho la sensazione che il video è stato messo ora online per approfittarne della situazione e per aumentare la sua notorietà... e il bello che sta gente davvero diventa famosa! Mah!

Continua...

sabato 15 dicembre 2007

Lettere inedite di Lady Diana a Dodi: nuova svolta nel processo


Stamane, leggendo qua e là, ho trovato su Yahoo una notizia di ieri del Quotidiano :

"Londra, 14 dicembre 2007- Lady Diana era sinceramente legata a Dodi al-Fayed, molto più di quanto le cronache non abbiano finora rivelato. Almeno a giudicare dalle due lettere scritte dalla principessa al suo compagno e rivelate in tribunale, nell'inchiesta sulla loro morte. Nella prima missiva, datata 6 agosto 1997 (l'ultimo giorno della vacanza trascorsa dalla coppia sullo yacht del padre di lui, il miliardario proprietario del magazzini Harrods, Mohammed al-Fayed), la principessa ringrazia Dodi per aver portato così tanta gioia nella sua vita. "Caro Dodi", scriveva la principessa, "il cielo sa quanto ti sono grata. Mi è piaciuto tutto e ogni attimo è stato denso di risate e felicità. Non mi sono mai sentita così sollevata da questo pesante fardello (che mi porto dietro) come con te. Come sempre, ti ringrazio dal profondo del cuore per portare così tanta gioia nella vita di questa ragazza". Nella seconda missiva, scritta il 13 agosto 1997, Diana rivela di voler consegnare a Dodi un paio di gemelli, l'ultimo vero regalo ricevuto dal padre, "perchè io so quanta gioia gli daranno". E la lettera termina con un esplicito commiato: "con l'amore più affettuoso, Diana". Con una mossa a sorpresa, l'avvocato Michael Mansfield che rappresenta Mohamed Al Fayed nell'inchiesta in corso a Londra sulla morte di Diana e Dodi, ha mostrato le lettere che la principessa ha scritto al suo fidanzato nell'agosto del 1997, pochi giorni prima di morire accanto a lui nell'incidente d'auto sotto il ponte dell'Alma a Parigi. L'occasione è stata il controinterrogatorio di un'amica intima di Diana, Rosa Monckton, che aveva minimizzato la relazione della coppia, affermando poi in aula che Dodi e Diana non stavano per sposarsi e che la principessa non era incinta. Per controbattere a simili affermazioni, il legale ha prodotto, tra l'altro, un biglietto scritto dalla principessa al fidanzato il 13 agosto 1997: "Caro Dodi, questi gemelli -scriveva Diana- sono l'ultimo ricordo dell'uomo che più ho amato al mondo, mio padre. Te li regalo perchè so che sarebbe contento di sapere che sono in mani sicure e speciali. Con tutto il mio amore, Diana". Quindi, rivolgendosi alla teste, l'avvocato Mansfield ha affermato che la principessa "considerava la sua relazione con Dodi una cosa seria, no? Non sembra che sia stata -ha aggiunto il legale- solo qualcosa di più di una avventura di un paio di giorni". Durante il controinterrogatorio l'amica di Diana è scoppiata a piangere. Erano lettere affettuose anche quelle che si scambiavano la principessa Diana e il suocero, il principe Filippo, marito della regina Elisabetta. Lei lo chiamava "carissimo papà" e lui le faceva da consigliere sul matrimonio con il principe Carlo, suo figlio, che stava ormai naufragando. Lo rivelano delle lettere inedite mostrate ieri in tribunale durante il nuovo processo sulla morte di Lady D apertosi lo scorso 2 ottobre a Londra. La corrispondenza risale all'estate del 1992, pochi mesi prima che Diana lasciasse la famiglia reale. "Farò tutto il possibile per aiutare Voi e Carlo - scrive il duca di Edimburgo - ma non ho alcun talento come consigliere matrimoniale", ammetteva scherzando. E la risposta della Principessa era stata: "Carissimo papà, sono stata molto toccata dalla Vostra ultima lettera che mi dimostra, anche se già lo sapevo, quanto ci avete a cuore", scriveva Diana che confidava molto nei saggi consigli del suocero. La coppia reale divorziò nel 1996 e la principessa morì in un incidente stradale il 31 agosto del 1997 insieme all'amante Dodi Al-Fayed. Il padre di Dodi, Mohamed Al-Fayed, è convinto che entrambi furono vittima di un complotto ordito proprio dal 'consigliere', il principe Filippo, che temeva un matrimonio tra Diana e il play-boy egiziano. Secondo il magistrato a capo dell'inchiesta giudiziaria all'Alta Corte di Londra, Scott Baker, le lettere del duca di Edimburgo non contengono nulla "di sgradevole, di cattivo o di offensivo" nei confronti di Diana."

E' sempre un brutto colpo ricordare la tragica fine di Lady D, una donna che amava e faceva del bene a tanti e per questo amata in tutto il mondo.
Ora non mi sento di dire che è stata vittima di un complotto in quanto c'è un processo in corso e ad esso il compito di ricostruire la realtà dei fatti, però è veramente brutto come le cose si siano evolute... La relazione con Camilla, come se non fosse successo nulla, gli scoop e le notizie su di lei e sulla sua morte, le varie speculazioni...
Io, a dir la mia, sento puzza di bruciato dietro l'incidente: troppe cose che non vanno, troppe scene mute e troppe cose nascoste!
Sicuramente il matrimonio con il "play-boy egiziano" sarebbe stato scandaloso e non è la prima volta che le famiglie reali (o i potenti in generale) eliminino i problemi alla radice. Infatti, ho sentito molte volte sui tg che la defunta Diana aveva già annusato il pericoloso e per questo oramai operava nell'ombra e nell'indiscrezione. Ma chissà...
Fatto sta che i migliori sono quelli che finiscono prima e lei era una di quelle!
Ma da quando un reale hai mai dedicato tutto quel tempo agli altri così come faceva lei?

Sicuramente il principe Carlo ha perso tanto; Diana con il suo buon cuore dava anche una buona immagine della famiglia reale inglese, immagine che ora si è deteriorata assai.
Il lato "buono" di tutto ciò è che almeno ora, dove si trova, è molto più tranquilla e può godere di quella felicità di cui in terra gli era concessa solo pochi sprazzi.

Continua...

sabato 8 dicembre 2007

Sospeso Luttazzi per offese a Ferrara


Articolo preso da Yahoo.it

ROMA - Decameron, il programma di Daniele Luttazzi in onda il sabato su La7, e' stato sospeso. La decisione e' stata presa dalla stessa emittente ed e' stata motivata con le offese e le volgarita' rivolte a Giuliano Ferrara nella puntata di sabato scorso, andata in onda anche in replica. La nuova puntata del Decameron di Luttazzi sarebbe dovuta andare in onda oggi in seconda serata.

''La direzione de La 7 - si legge in una nota - ha deciso di sospendere la messa in onda dello spettacolo di satira Decameron di cui e' protagonista Daniele Luttazzi. Con Daniele Luttazzi - spiega la nota - e' stato stipulato un contratto che garantiva la sua piu' totale liberta' creativa, come dimostrato dalle puntate fin qui andate in onda. Di questa liberta' - rileva la nota - era necessario fare un uso responsabile, cosa che non e' avvenuta. Infatti nella puntata di sabato scorso, replicata giovedi', Daniele Luttazzi ha gravemente insultato e offeso Giuliano Ferrara, che con la stessa La 7 collabora da anni come co-conduttore di Otto e mezzo''.

''Le espressioni usate - sottolinea ancora la nota dell'emittente - sono palesemente in contrasto con la satira e si configurano come una provocazione alla dignita' e all'onore personale di un nostro collaboratore. La 7 - conclude la nota - si riserva anche di considerare la questione sotto il profilo legale per i possibili danni di immagine, trattandosi di una emittente fondata sul binomio inscindibile di liberta' e responsabilita' verso le persone cosi' come verso il pubblico''. Luttazzi era tornato da tre settimane in tv dopo il cosiddetto 'editto bulgaro' di Silvio Berlusconi nel 2002 che aveva provocato il suo allontanamento dalla Rai dove aveva condotto il programma Satyricon. In una puntata di Anno Zero Michele Santoro ne aveva chiesto il ritorno e Luttazzi aveva scherzato su questa richiesta proprio nello spot che annunciava il suo ritorno su La 7.

Nella trasmissione Decameron, andata in onda sabato 1 dicembre e replicata giovedi' 6, Luttazzi aveva detto che l'ex presidente del Consiglio Silvio Berlusconi ''ha avuto il coraggio di dire che lui, in fondo, era contrario alla guerra in Iraq'', dopo quattro anni di conflitto, migliaia di vittime tra i soldati americani e decine di migliaia tra i civili iracheni. ''Come si fa a sopportare una cosa del genere?'', si era chiesto Luttazzi, spiegando di avere ''un proprio sistema'': pensare ''a Giuliano Ferrara dentro la vasca da bagno'', con Berlusconi, Dell'Utri, Previti e la Santanche' che compiono su di lui atti volgari. Il tutto espresso in termini altrettanto volgari. (ANSA)

Per chi volesse guardare la puntata di sabato 1 dicembre basta cliccare QUI e iniziare a guardare i video partendo da "1/4" a "4/4".

Continua...

Arriva il vigile degli aumenti: Mister Prezzi


Articolo tratto da AGI News On.

Arriva 'Mister Prezzi'. La commissione Bilancio della Camera ha approvato l'istituzione del Garante per la Sorveglianza dei Prezzi, che sovrintende alla tenuta ed elaborazione delle informazioni richieste agli 'uffici prezzi' delle Camere di Commercio. Lo prevede un emendamento del relatore alla Finanziaria, Michele Ventura del Pd. Il nuovo garante e' istituito presso il ministero dello Sviluppo economico e si occupera' di trattare le informazioni provenienti da ciascuna Camera di Commercio, tramite il proprio ufficio prezzi che riceve segnalazioni e verifica le dinaminche sulle variazioni dei prezzi. 'Mister Prezzi' sara' nominato con decreto del presidente del Consiglio dei ministri su proposta del ministro per lo Sviluppo economico tra i dirigenti di prima fascia di quest'ultimo ministero. Per il funzionamento, si avvale delle strutture dello stesso ministero; il mandato e' triennale ed e' svolto senza compenso, dato che il dirigente manterra' le proprie funzioni precedenti. Il garante riferisce al ministero le dinamiche e le anomalie e sara' il ministro a provvedere alle eventuali segnalazioni all'Antitrust. Da Mister Prezzi verranno anche segnalazioni e suggerimenti normativi anche nell'ambito della legge annuale per la promozione della concorrenza la cui istituzione e' prevista dalla terza lenzuolata Bersani, ancora ferma in Senato.(AGI) - Roma, 8 dic. -

Mah..di tutte le leggi e le misure sugli aumenti di prezzi, non mi sembra che ci sia stato qualcosa di DAVVERO efficace ed efficiente. Soprattutto sono rimasti in anarchia i prezzi di prodotti delle città periferiche e di quelle più piccole.
Secondo voi funzionerà? Speriam...

Continua...

sabato 24 novembre 2007

Uomo rapina una farmacia scusandosi "I bambini hanno fame"

Fonte: Repubblica.it

MILANO - "Mi spiace ma ci sono i bambini che hanno fame. Scusa". Si è giustificato così con la titolare l'uomo che ha rapinato una farmacia di viale Regina Giovanna a Milano.

L'uomo, un italiano di una trentina d'anni, è entrato nella farmacia armato di una pistola, si è fatto consegnare l'incasso di circa trecentocinquanta euro e, dopo aver chiesto scusa alla farmacista, è fuggito col bottino.

Continua...

martedì 20 novembre 2007

Caccia alle balene: rischio sempre più alto!


Fonte: Ansa

SYDNEY - Peggiora invece di migliorare, la sorte delle balene del Pacifico. Domenica una flotta baleniera giapponese è salpata per quella che potrebbe diventare la caccia più vasta degli ultimi 20 anni, con un obiettivo di oltre mille grandi cetacei, tra i quali per la prima volta figurano anche le megattere, a rischio di estinzione secondo gli ambientalisti, e particolarmente amate dai whales watchers per i loro caratteristici salti acrobatici fuori dall'acqua. La mossa dei giapponesi ha suscitato le ire della Nuova Zelanda e dell'Australia, che hanno presentato formale protesta attraverso i propri ambasciatori a Tokyo.


"L'Australia è contro ogni forma di caccia delle balene, chiediamo formalmente al Giappone di riconsiderare le proprie decisioni", ha detto il ministro degli Esteri australiano Alexander Downer. Altri in Australia sono stati meno diplomatici. Da Canberra il ministro ombra per gli Affari esteri, Robert McClelland, ha invocato l'uso della marina militare come deterrente contro le baleniere giapponesi, che spesso pescano anche dentro i confini delle aree protette, soprattutto nei mari antartici. La premier neozelandese Helen Clark ha usato parole durissime: "I pescherecci giapponesi avrebbero fatto meglio a restarsene a casa loro, invece di venire qui nascondendosi sotto l'imbroglio di una missione scientifica, quando vogliono semplicemente uccidere mille balene". Il Giappone aveva ufficialmente abbandonato la caccia commerciale alle balene nel 1986, ubbidendo alla moratoria internazionale, per passare dall'anno successivo a quello che continua a chiamare caccia per scopi di ricerca scientifica. Il portavoce di Greenpeace, Steve Shallhorn, ha sottolineato oggi che i biologi marini d'Australia e altri paesi del Pacifico hanno più volte sostenuto che le informazioni scientifiche sulle balene si possono ottenere senza uccidere gli animali. Greenpeace ha promesso di tallonare le sei navi peschereccio con la loro nave ammiraglia Esperanza, già posizionata al largo delle coste giapponesi. Per quattro mesi - tanto durerà la stagione - l'organizzazione ambientalista cercherà di ostacolare i giapponesi, chiedendo la sospensione della caccia e impegnandosi in azioni di lotta non violenta, come ha già fatto in passato.

"Questa non è scienza, è un business mascherato da scienza. Le balene sono animali protetti e noi vogliamo che la legge sia rispettata", ha detto dalla Esperanza il capo della spedizione Karli Thomas, all'agenzia di stampa australiana Aap. La piccola flotta che ha lasciato il porto di Shimonoseki setaccerà per quattro mesi le acque dei mari del sud del Pacifico fino all'Antartide, e si teme che sconfinerà nella zona che l'Australia ha dichiarato parco marino dedicato proprio ai cetacei. L'obiettivo è la pesca di 935 balenottere dal rostro, 50 balenottere azzurre e 50 megattere, queste ultime fino ad ora mai cacciate. Il passaggio delle megattere lungo le coste dell'Australia è uno degli appuntamenti più attesi da turisti e animalisti, per i salti spettacolari fuori dall'acqua, e per la docilità dei grandi cetacei, che si lasciano avvicinare dalle barche e, in alcuni casi, persino dai surfisti. Quattro anni fa una di queste balene era entrata nella baia di Sydney, nuotando tra i traghetti e le barche fino all'Opera House. Ora la nuova stagione delle baleniere giapponesi mette a rischio di sopravvivenza, oltre alle balene stesse, anche l'industria australiana del whale-watching, che ha un giro d'affari di 180 milioni di euro l'anno. Sono migliaia le persone che ogni anno arrivano sulle coste orientali del continente per osservare il passaggio delle megattere che dall'Antartide risalgono le coste per partorire nelle acque più calde della barriera corallina, ridiscendendo poi alla fine dell'estate accompagnate dai piccoli.


Bene..continuiamo così che ce ne troveremo tante fra poco. Uccidiamo, uccidiamo! Una volta uccisi tutti gli animali chi uccideremo? Andremo a caccia di uomini?

Continua...

domenica 18 novembre 2007

Blogolandia: urban blog network

Ecco che è nata una nuova idea per dare voce alle persone comuni, chiunque che voglia mettere per iscritto ciò che avviene nella propria zona.
L'idea si chiama Blogolandia e raduna persone che vogliono parlare del proprio paese: novità, opinioni, curiosità, eventi e lamentele!
Si può anche diventare "sindaco" su Blogolandia, ossia ci si può candidare per essere scelto come colui che scrive sul blog del proprio Comune!
E' una idea nuova e da scoprire!

Continua...

lunedì 12 novembre 2007

Anziani soli e oltre i 75 anni non pagheranno il Canone RAI

Fonte: Punto Informatico

Roma - C'è qualcosa che è andato storto nel modo in cui è stata comunicata l'intenzione di inserire nella Finanziaria una prima esenzione dal canone RAI o forse, come dicono le associazioni dei consumatori, qualcuno nel Palazzo ha voluto giocare un brutto scherzo al popolino: fatto è che l'esenzione è stata prevista ma, per ottenerla, non solo bisognerà essere ultra75enni, ma anche molto poveri.

Come sottolinea ADUC, per un uomo italiano, che vive mediamente 76 anni, questo significa poter risparmiare sul canone per un intero anno di vita. Ma, come detto, per poterne fruire bisogna godere, si fa per dire, di un reddito particolarmente ridotto, pari a 561,46 euro al mese comprensivi del reddito dell'eventuale coniuge. "In altre parole - sottolinea Pietro Yates Moretti, consigliere ADUC - gli anziani dovranno essere vedovi o divorziati e usufruire al massimo della pensione minima. Un centesimo in più rispetto a quel minimo vitale e niente esenzione". Andrebbe meglio alle signore, la cui aspettativa di vita è maggiore.

Una presa per i fondelli? La ritiene tale Telefono Blu, che sottolinea come l'esenzione non sia una presa di posizione estemporanea, ma un emendamento a lungo discusso al Senato. Poco importa, evidentemente, che ad essere toccati dal provvedimento siano pochissimi, perdipiù appartenenti ad una categoria che ci si stupisce possa essere chiamata a pagare un controverso balzello come il Canone RAI.
Basta peraltro fare un rapido calcolo per verificare che chi "guadagna" oggi 560 euro al mese per un anno e paga il Canone RAI, si trova ogni anno a rinunciare alla bellezza di 1/64esimo circa del proprio reddito annuale per essere in regola con i pagamenti. Secondo Telefono Blu gli anziani che vivono in quelle condizioni, ossia con quei redditi bassissimi, sono poche centinaia. "In più - evidenzia Telefono Blu - lo stesso decreto ci dice che si tratta solo del luogo di residenza". Eh già, perché a rendere l'esenzione ancora più paradossale agli occhi dei consumatori è il fatto che valga esclusivamente per il luogo ove la persona è residente, il che significa che se si è domiciliati altrove rispetto alla residenza, e si dispone di un "apparecchio atto o adattabile" alla ricezione del segnale televisivo, allora si dovrà continuare a pagare.

Come se tutto questo non bastasse, proprio ADUC mette l'accento su un altro "limite" dell'esenzione: non vale per chi convive con una badante o con un figlio, in quel caso infatti dovrà continuare a pagare. L'esente, dunque, è un anziano che vive da solo in condizioni di povertà.

"Insomma - conclude amaramente Moretti - appare evidente che l'esenzione riguarda poche centinaia o al massimo poche migliaia di persone. Meglio di niente, è vero, ma è bene sapere come stanno le cose per non farsi abbagliare dai facili entusiasmi".

Sia ADUC che Telefono Blu, come peraltro centinaia di migliaia di utenti da anni in tutta Italia, chiedono l'abolizione del canone tout court, altro che esenzione. Una richiesta comprensibile, peraltro, se si considera che con le novità in Finanziaria, come suggerisce qualcuno, non solo si potrebbero applicare esenzioni non risibili ma anche chiarire finalmente alcuni nodi fondamentali della "vicenda" del Canone RAI. Rimane infatti ancora tutta da chiarire l'ingarbugliata diatriba di quali siano i casi che danno luogo al pagamento del Canone, una incertezza che non sembra però pesare ai residenti del Palazzo.

Cosa ne pensate? Tra l'altro secondo voi è giusto pagare il canone anche per guardare reti gratuite?
Comunque sia, ancora una volta, la legge italiana si è dimostrata poco utile.

Continua...

sabato 3 novembre 2007

Mah...non ci capisco più niente!

Oggi, guardando le news su Google, ho letto una notizia circa una rappresaglia, a Roma, contro quei nomadi rumeni tra i quali uno è responsabile della morte di Giovanna Reggiani.
E' riportato sulla notizia che il ministero degli Affari Esteri rumena ha scritto in una nota, diffusa dall'ambasciata di Bucarest a Roma, le seguenti parole:


"Il Ministero degli Affari esteri condanna nella maniera più ferma questo atto di aggressione indirizzato verso i cittadini romeni. Abbiamo sollecitato e continuiamo a sollecitare alle autorità italiane competenti di indagare urgentemente questo caso, identificare e punire le persone colpevoli. Il ministro Adrian Cioroianu informerà le autorità italiane abilitate che tutta l'opinione pubblica romena si aspetta che le istituzioni dello stato italiano intraprendino le misure necessarie affinché atti xenofobi di questo genere non si ripetano più ".

Ora non vorrei sembrarvi razzista (non lo sono...ma dai fatti che si sentono tutti i giorni sembra quasi inevitabile che lo si diventi) ma non vi sembra che ci sia qualcosa di strano??
Andiamo con ordine: un rumeno, ad onor di cronaca ancora "presunto", aggredisce una donna e diventa responsabile della sua morte. Ovviamente stiamo parlando di qualcuno che non si trova nel suo Paese ma è ospitato...e cosa fa? Aggredisce e uccide!
Ma questi galantuomini del ministero degli Affari Esteri, invece di sparare cazzate sulla loro indignazione, perchè non scrivono che sono mortificati per quello che ha fatto il rumeno, invece per quello che hanno fatto gli italiani?
Io non so...sono io o sono loro che ragionano al contrario?
Non è possibile che questa nota del ministero rumeno venga pure pubblicata e presa in considerazione! Cosa dovrebbero dire i familiari della donna? Io sarei quantomeno indignato.
Non è che mi ha dato fastidio questa lettera in sè per sè, anzi, capisco d'altro canto anche i rumeni, ma dovevano divulgare prima una lettera di scuse o almeno una lettera dove si manifestava tutta la loro disponibilità nell'aiutare le autorità italiane a scovare il malvivente.
Ripeto, non vorrei sembrare razzista, ma il problema in Italia è che oltre a essere noi a fare i porci comodi nostri, li facciamo fare anche agli stranieri, i quali se ne approfittano.
Anzi, con questa nota del ministero rumeno, sembra quasi che noi ci facciamo influenzare da loro, come se avessero pure ragione.
Mah..ci fosse una cosa che funzionasse in Italia.
Capisco pure che questi stranieri hanno tanti problemi che noi neanche immaginiamo, ma ci devono pure essere delle regole di convivenza e di vita.
Altrimenti è ANARCHIA.
E comunque mi sorge un dubbio, chi è il vero delinquente?
Quello che ha aggredito la Reggiani o quelli che si sono fatti giustizia per conto loro, visto che in Italia, si sà, giustizia non c'è?

Continua...

venerdì 26 ottobre 2007

Articolo 7 della legge Levi-Prodi

Fonte: BeppeGrillo

L'arzillo vecchietto Levi non molla. Ha infatti modificato l'articolo 7 della Levi-Prodi con un comma aggiuntivo invece di cancellare l'articolo. Ecco il comma:
"Sono esclusi dall'obbligo di iscrizione al Roc i soggetti che accedono ad internet o operano su internet in forme o con prodotti, come i siti personali o ad uso collettivo che non costituiscono un'organizzazione imprenditoriale del lavoro".
Cosa si intende per organizzazione imprenditoriale del lavoro? Chi propone pubblicità dal suo sito, come ad esempio Google AdSense, ricade in questo caso? Chi vende un prodotto on line è un imprenditore del lavoro?
Levi cancella questo c...o di articolo 7 e non se ne parli più. Basta con le prese per il culo.
Il mondo ride di noi. Il Times in un articolo dal titolo: "Assalto geriatrico ai bloggers italiani" ci definisce come: "una nazione di legislatori ottuagenari eletti da settantenni, i pensionati".
No all'articolo 7, libertà per la Rete. Non molliamo!

Continua...

lunedì 22 ottobre 2007

Gentiloni: correggere Errore


Ecco i nuovi sviluppi della proposta di legge Levi:
Fonte: Ansa

"L'allarme lanciato da Grillo e' giustificato: il ddl sull'editoria va corretto": cosi' dice il ministro Gentiloni. "La norma sulla registrazione dei siti internet lascia spazio a interpretazioni e restrittive" sottolinea il titolare del dicastero delle Comunicazioni. "Si tratta di correggere l'errore - conclude Gentiloni - sara' lo stesso Levi a volerlo fare". Al centro della polemica la prevista iscrizione al Roc anche per chi "svolge attivita' editoriale sul web".

Ed ecco il post integrale sul blog di Gentiloni:

"L'allarme lanciato da Beppe Grillo e ripreso da molti commenti al mio blog è giustificato: il disegno di legge sull'editoria, proposto dalla Presidenza del Consiglio e approvato una settimana fa in Consiglio dei Ministri, va corretto perchè la norma sulla registrazione dei siti internet non è chiara e lascia spazio a interpretazioni assurde e restrittive.
Naturalmente, mi prendo la mia parte di responsabilità -come ha fatto anche il collega Di Pietro nel suo blog- per non aver controllato personalmente e parola per parola il testo che alla fine è stato sottoposto al Consiglio dei Ministri.
Pensavo che la nuova legge sull'editoria confermasse semplicemente le norme esistenti, che da sei anni prevedono sì una registrazione ma soltanto per un ristretto numero di testate giornalistiche on line, caratterizzate da periodicità, per avere accesso ai contributi della legge sull'editoria. Va bene applicare anche ai giornali on line le norme in vigore per i giornali, ma sarebbe un grave errore estenderle a siti e blog
Ho sempre sostenuto questa tesi, sia in parlamento che nei dibattiti pubblici (anche martedi scorso, rispondendo a una domanda di Fiorello Cortiana).
Il testo, invece, è troppo vago sul punto e autorizza interpretazioni estensive che alla fine potrebbero limitare l'attività di molti siti e blog. Meglio, molto meglio lasciare le regole attuali che in fondo su questo punto hanno funzionato.
Riconosciuto l'errore, si tratta ora di correggerlo. E sono convinto che sarà lo stesso sottosegretario alla Presidenza Levi a volerlo fare."

Speriamo che sia vero, anzi io spero che l'intera proposta di legge venga respinta.
Anche se "correggere questo errore" sarebbe un passo in avanti, la proposta di legge va sempre contro la libertà di chi vuole esprimere il proprio pensiero.

Continua...

domenica 21 ottobre 2007

Internet Tax: Non gliela facciamo passare liscia!

E' una legge assurda! Viene minata in tal modo la libertà di parola, di espressione e la democrazia!

Vi posto la lista di tutti i blog che ne hanno parlato. La lista è stata presa da Catepol, ma è tenuta aggiornata su BlogBabel.

Mi raccomando copiate tutti questo post sul vostro blog perchè tutti i blog che ne hanno parlato meritano di guadagnare più visibilità, in quanto trattano di un problema fondamentale per noi tutti...un problema che vuole chiudere in una gabbia la nostra libertà!!


Concordo su quello che ha detto Antonio Di Pietro sul suo blog:

" Ho letto il testo oggi per la prima volta e la mia opinione è che vada immediatamente bloccato il disegno di legge che, nei fatti, metterebbe sotto tutela Internet in Italia e ne provocherebbe probabilmente la fine.

E’ una legge liberticida, contro l’informazione libera e contro i blogger che ogni giorno pubblicano articoli mai riportati da giornali e televisioni.
Io faccio parte del Governo e mi prendo le mie responsabilità per non aver intercettato il disegno di legge, ma per quanto mi riguarda questa legge non passerà mai, anche a costo di mettere in discussione l’appoggio dell’Italia dei Valori al Governo."


Inoltre COSA IMPORTANTISSIMA è quello che ho letto su L'Espresso Blog:

"Leggendo Punto Informatico, viene in mente che la minacciata Internet tax forse si potrà fregare lasciando sul proprio blog una scritta fissa, del tipo:

Questo blog non ha finalità di informazione, né di formazione, né di divulgazione, né di intrattenimento. Lo scrivo solo perché sono un grafomane / perché mi aiuta a cuccare / perché al lavoro mi annoio

o altre motivazioni assurde, secondo creatività.

Et voila, aggirato l’articolo 2 comma 1."

Mi raccomando, rinnovo la proposta: COPIATE la lista nei vostri blog!! Non costa nulla ed è importantissimo! A costo di essere pedante, continuo a ripetervelo: in questo modo aumenterà la visibilità di questi blog (che se la meritano) e con ciò aumenterà la visibilità della notizia e il suo impatto su tutti! (Ringrazio Il blog di Alessio, da cui ho preso spunto per la proposta).

Mi raccomando fatelo tutti!

Grazie!!!!!

Continua...

Tolta l'inchiesta a De Magistris: non può indagare su Mastella


Fonte: IlGiornale
di Massimo Malpica

Era una decisione attesa, ed è arrivata puntuale. La procura generale di Catanzaro ha avocato l’inchiesta «Why Not» (quella che vede indagati il premier Romano Prodi e il ministro della Giustizia, Clemente Mastella) sul presunto uso illecito di finanziamenti pubblici di cui era titolare il pm Luigi De Magistris. Dura la reazione del magistrato: «Ancora una volta vengono rese pubbliche a mezzo stampa notizie riservate che riguardano il mio ufficio, le mie indagini e la mia persona. Se è vero quello le agenzie hanno scritto, non avendo io ricevuto alcuna notifica, ci avviamo al crollo dello stato di diritto, registrandosi anche, nel mio caso, la fine dell’indipendenza e dell’autonomia dei magistrati quale potere diffuso». In serata, dai microfoni di Radio radicale, De Magistris rinforza il suo attacco, confermando di essere «preoccupato dal punta di vista istituzionale» e confidando in un intervento del Csm. «Ho fiducia, a questo punto - ha spiegato - che il Consiglio superiore della magistratura tuteli l’autonomia e l’indipendenza della magistratura e soprattutto attendo di sapere, magari anche a mezzo stampa, se ci siano ancora le condizioni per esercitare questo lavoro in particolare in Calabria, e se per caso non sia stato in queste ore abrogato l’articolo 3 della Costituzione». In attesa di sapere se tutti i cittadini sono uguali di fronte alla legge, De Magistris conclude battagliero: «Io non mollo, continuo a lavorare».
Imperturbabile Mastella, che si è dichiarato «sereno». Ma per Roberto Castelli l’avocazione «è un’altra grana» per il guardasigilli. «In questo modo - ha spiegato l’ex ministro della Giustizia - lui non ha più alcuna possibilità di difendersi. Il Pg probabilmente affiderà a un altro magistrato il provvedimento e, in caso di archiviazione, resterebbe sempre la macchia che una parte della magistratura è intervenuta per salvarlo. Se fossi Mastella, avrei preferito che De Magistris andasse avanti».
Polemico anche Antonio Di Pietro, secondo il quale ora rischia di cadere il governo. «Ogni volta che un magistrato tenta di far luce su comportamenti poco corretti che riguardano poteri forti - il commento del leader Idv - il suo operato finisce sotto la lente d’ingrandimento, fino a indagare su di lui. Una furbata per depistare e delegittimare. Lo Stato di diritto finisce nel momento in cui si mina l’indipendenza della magistratura. E minare lo stato di diritto potrebbe portare al capolinea il governo». Per Beniamino Dominici, eurodeputato dell’Italia dei valori, «il vero proiettile è arrivato ieri». «Invece delle dimissioni di Mastella - ha sostenuto - arriva la punizione per il magistrato che si è permesso di iscrivere sul registro degli indagati il ministro della Giustizia. È inutile aspettare il Csm, perchè De Magistris se lo sono già fatto fuori». Caustico l’eurodeputato radicale Marco Cappato: «De Magistris è stato colpito dalla magistratura organizzata: negli anni di Tangentopoli bastava un avviso di garanzia per far dimettere un ministro, oggi basta indagare su un ministro per vedersi ritirare un’inchiesta».
«Why Not» è stata sfilata al pm catanzarese su decisione del pg facente funzioni, Dolcino Favi, per una presunta incompatibilità di De Magistris nel procedimento, legata alla richiesta di trasferimento cautelare d’ufficio avanzata nei suoi confronti proprio dal guardasigilli. La situazione determinatasi dopo la richiesta di trasferimento, insomma, avrebbe dovuto imporre l’astensione da parte del pm. Siccome l’astensione «spontanea» non c’è stata, e il capo dell’ufficio non ha provveduto alla sua sostituzione, il pg, ravvisando una situazione di incompatibilità, in seguito all’iscrizione del guardasigilli nel registro degli indagati dell’inchiesta, ha deciso per l’avocazione applicando l’articolo 372 lettera A del codice di procedura penale.
Nell’inchiesta «Why Not», Mastella è indagato per finanziamento illecito al partito, truffa e abuso d’ufficio, non per violazione della legge Anselmi sulle associazioni segrete. Il fascicolo aperto da De Magistris riguarda il presunto utilizzo illecito di finanziamenti pubblici da parte di un gruppo di politici e imprenditori facenti capo a un «comitato d’affari» con base a San Marino. Secondo il pm, Prodi e Mastella avevano frequenti contatti con Antonio Saladino, dominus della presunta organizzazione.

Non c'è bisogno di dire altro..voi cosa avete da dire?

Continua...

sabato 20 ottobre 2007

La legge Levi-Prodi e la fine della Rete


Fonte: Beppe Grillo

Ricardo Franco Levi, braccio destro di Prodi, sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, ha scritto un testo per tappare la bocca a Internet. Il disegno di legge è stato approvato in Consiglio dei ministri il 12 ottobre. Nessun ministro si è dissociato. Sul bavaglio all’informazione sotto sotto questi sono tutti d’accordo.
La legge Levi-Prodi prevede che chiunque abbia un blog o un sito debba registrarlo al ROC, un registro dell’Autorità delle Comunicazioni, produrre dei certificati, pagare un bollo, anche se fa informazione senza fini di lucro.
I blog nascono ogni secondo, chiunque può aprirne uno senza problemi e scrivere i suoi pensieri, pubblicare foto e video.
L’iter proposto da Levi limita, di fatto, l’accesso alla Rete.
Quale ragazzo si sottoporrebbe a questo iter per creare un blog?
La legge Levi-Prodi obbliga chiunque abbia un sito o un blog a dotarsi di una società editrice e ad avere un giornalista iscritto all’albo come direttore responsabile.
Il 99% chiuderebbe.
Il fortunato 1% della Rete rimasto in vita, per la legge Levi-Prodi, risponderebbe in caso di reato di omesso controllo su contenuti diffamatori ai sensi degli articoli 57 e 57 bis del codice penale. In pratica galera quasi sicura.
Il disegno di legge Levi-Prodi deve essere approvato dal Parlamento. Levi interrogato su che fine farà il blog di Beppe Grillo risponde da perfetto paraculo prodiano: “Non spetta al governo stabilirlo. Sarà l’Autorità per le Comunicazioni a indicare, con un suo regolamento, quali soggetti e quali imprese siano tenute alla registrazione. E il regolamento arriverà solo dopo che la legge sarà discussa e approvata dalle Camere”.
Prodi e Levi si riparano dietro a Parlamento e Autorità per le Comunicazioni, ma sono loro, e i ministri presenti al Consiglio dei ministri, i responsabili.
Se passa la legge sarà la fine della Rete in Italia.
Il mio blog non chiuderà, se sarò costretto mi trasferirò armi, bagagli e server in uno Stato democratico.

Ps: Chi volesse esprimere la sua opinione a Ricardo Franco Levi può inviargli una mail a : levi_r@camera.it


Ma questo è assurdo! Se è vero ciò tutti noi dovremo chiudere baracca!! Ma che razza di legge è?

Per la petizione online clicca qui.

Continua...

domenica 7 ottobre 2007

Allarme foche: Video su cui riflettere - Partecipate alla petizione!

Io ringrazio Il Miglio Verde perchè è stato in questo blog che ho visto per la prima volta questo video.
Io non ho parole e non so come commentare perchè io in primis sono rimasto profondamente shockato da queste immagini.

Prego vivamente alle persone IMPRESSIONABILI di non guardare questo video in quanto MOLTO CRUDO. Mi rivolgo specialmente ai bambini. Consiglio, invece, a tutti coloro che non si impressionano FACILMENTE di guardare il video, perchè bisogna PRENDERE COSCIENZA di quello che accade.

Grazie

Clicca qui per guardare il video.

Se dopo tutto questo SCHIFO, oltre a dubitare fortemente della parola "CIVILTA'", vi domanderete " E ora cosa posso fare per queste povere bestiole?" allora la risposta ve la do io.
C'è in corso una petizione da mandare al Governo Canadese per fermare tutto ciò! Per chi volesse partecipare, cliccate qui.
Vi apparirà una pagina che vi elencherà a quali enti la mail sarà inviata. Inoltre vi viene proposta la traduzione della mail (che va spedita in inglese).
ATTENZIONE!!! Prima di cliccare su "Invia La Lettera", scorrete nel corpo dell'email in inglese e alla fine, al posto di Name-Surname-City-Nation, inserite vostro nome, cognome, città e nazione.
A questo punto potete cliccare su Invia La Lettera..dovrebbe aprirsi Outlook di Windows con già pronti i destinatari, il messaggio (firmato da voi) e oggetto!
ATTENZIONE!!! Cambiate l'oggetto della mail! E' importante! Questi enti potrebbero aver inserito un filtro che impedisce di ricevere tutte le mail con quell'oggetto! Quindi, magari, inserite qualcosa del tipo "No seal hunt" o altro ancora..

Fatelo ragazzi è importante..io l'ho già fatto! E' un piccolo gesto che forse a voi non cambia nulla, ma vi assicuro che cambierà qualcosa a migliaia e migliaia di esseri viventi!
Grazie.

Continua...